Ministero della Salute – Uso di farmaci contenenti fluorochinoloni e chemioprofilassi delle malattie invasive meningococciche

Alla luce delle recenti comunicazioni di EMA e AIFA in merito ai potenziali rischi correlati all’utilizzo dei farmaci in questione (cfr circolare sopra citata), il Ministero ha ritenuto opportuno fare alcune precisazioni sia per prevenire eventuali effetti indesiderati sia per ridurre la diffusione dell'antibiotico-resistenza nei confronti di questa importante classe di antibiotici che, talora, rappresentano la sola opzione terapeutica nei confronti di
infezioni gravi e potenzialmente letali.
 
In  particolare,  poiché  altri  antibiotici  sono  disponibili  per  la  profilassi  post-esposizione delle infezioni meningococciche, il Ministero raccomanda di limitare l'uso dei fluorochinoloni ai casi in cui sia strettamente necessario, ovvero in caso di contatti stretti da  sottoporre  a  profilassi  ma  con  controindicazioni  agli  altri  antibiotici  indicati  o  di temporanea indisponibilità di questi ultimi.  
 
Il Dicastero sottolinea, inoltre, che la profilassi post-esposizione deve essere limitata ai  soli  contatti  stretti  (secondo  la  nozione  specificata  nella  stessa  nota)  e  con  il presupposto che l'esposizione deve essere avvenuta non oltre i 7 giorni antecedenti l'inizio della sintomatologia nel caso.   
La  chemioprofilassi  dei  contatti  stretti  deve  essere  fornita  prima  possibile,  dopo  la diagnosi  microbiologica  di  meningococco,  idealmente  prima  del  tempo  minimo  di incubazione e, preferibilmente, entro le 48 ore dall’esordio clinico nel caso indice. I dati attualmente disponibili portano a ritenere che se somministrata dopo 14 giorni dall’inizio della malattia, essa ha utilità limitata.

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